La Medicina omeopatica:

Un approccio alla complessità della salute

 

La medicina omeopatica nasce in un’epoca di rivoluzione scientifica, come risposta alle pratiche mediche invasive e spesso inefficaci sopravvissute fino all’800. In quel periodo, trattamenti come salassi e purghe erano la norma, ma spesso causavano più danni che benefici. Fondata da Samuel Hahnemann, l’omeopatia si proponeva di creare un approccio più sicuro, rispettoso e personalizzato, ponendo al centro l’osservazione attenta del paziente e la cura individualizzata, riconoscendo che ogni organismo umano è un sistema complesso, con risposte soggettive e variabili ai problemi di salute, siano essi fisici, emotivi o legati allo stress della vita.

L’omeopatia non si limita a trattare i sintomi isolati, ma considera l’individuo nella sua complessità, integrando fattori fisici, mentali ed emotivi. Questo approccio consente di adattare il trattamento alle specifiche esigenze del paziente, considerando la sua storia clinica, le capacità di resilienza e le risorse personali. Non tutti i rimedi funzionano allo stesso modo per ogni persona, e questo riflette la complessità intrinseca degli esseri umani: ogni organismo reagisce in modo unico ai problemi di salute, e ogni percorso terapeutico va costruito su misura.

I risultati clinici osservati nei pazienti che ricorrono all’omeopatia, spesso dopo che la medicina convenzionale non ha portato benefici, sono documentati e reali. Questi risultati mostrano come approcci personalizzati possano migliorare significativamente la qualità della vita, i sintomi cronici e favorire il benessere generale. Questi risultati non sono frutto di semplici effetti placebo o coincidenze, ma riflettono la complessità dell’interazione tra trattamento, paziente e contesto.

La medicina omeopatica rappresenta quindi un approccio che rispetta la complessità dei sistemi umani, valorizza le osservazioni cliniche e integra l’esperienza diretta dei pazienti. È un invito a considerare la salute nella sua concezione più ampia, riconoscendo che ogni persona reagisce in modo unico ai problemi di salute, e che il benessere richiede attenzione personalizzata, profonda e rispettosa delle specificità di ciascun individuo.

La medicina omeopatica, in questo senso, non è solo un insieme di rimedi naturali: è una approccio di cura che unisce osservazione, esperienza clinica e rispetto della complessità della vita umana, proponendo un modello di medicina centrato sul paziente e sulla sua unicità.

“L’obiettivo dell’Omeopatia è la ricostituzione dell’ordine e dell’armonia delle funzioni vitali nel singolo paziente.”

 – Stuart Close

Domande Frequenti

Cos’è la salute nella concezione omeopatica?

Personalmente non potrei trovarmi più d’accordo con la definizione di salute dell’OMS, ovvero “uno stato di totale benessere fisico, mentale e sociale, e non semplicemente assenza di malattie o infermità”.

Il concetto di malattia è diverso in Omeopatia rispetto alla medicina convenzionale?

Sì. In Omeopatia il concetto di malattia è allargato fino ad abbracciare il concetto di quadro patologico. In Omeopatia, per qualunque “malattia” vengono presi in considerazioni i sintomi più unici del paziente, i sintomi più bizzarri e particolari, che rendono il quadro patologico del paziente diverso da quello di un altro paziente, affetto dallo stesso disturbo. 

Devo credere nell’omeopatia perché funzioni?

No, non è necessario. Il rimedio agisce in ogni caso, indipendentemente se uno ci creda o meno. L’importante è che venga assunto nelle modalità e nella posologia indicata. Mi dissocio completamente da certi metodi che spostano la responsabilità della riuscita della terapia solo sul paziente. 

Come funziona il rimedio omeopatico se non è presente il principio attivo?

Non si sa ancora molto sul funzionamento esatto del rimedio omeopatico, ma il suo funzionamento è palese da secoli, ed i risultati sono ben documentati. La mia opinione personale è che il rimedio omeopatico funzioni per via nervosa, e non per via ematica come i farmaci convenzionale. Il rimedio si propaga attraverso tutto il sistema nervoso come un normale impulso elettrico, che è anche il modo in cui le cellule del sistema nervoso comunicano le informazioni e gli stimoli. 

È vero che per una cura omeopatica ci vuole tanto tempo?

In realtà non necessariamente. L’Omeopatia funziona molto bene anche negli stati acuti, comprese le epidemie nelle quali ha dato ottimi risultati. Nell’acuto, se il rimedio è corretto, c’è subito un netto miglioramento, che continua fino alla guarigione nelle seguenti ore, o nel caso di malattie più gravi, nei giorni successivi. Per quanto riguarda il cronico invece le cose stanno diversamente. Se il disturbo perdura da anni, non ci si può certo aspettare che guarisca completamente in pochi mesi. Ciò nonostante, si ha comunque un lento ma continuo miglioramento dal momento in cui il rimedio somministrato è corretto.

Ogni quanto tempo devo vedere l'omeopata?

A partire dalla prima visita, io solitamente vedo i pazienti non prima di un mese e mezzo. Questo per dare l’opportunità al rimedio di agire sull’organismo in maniera estesa. Più avanti, questi tempi si potrebbero anche estendere, se la cura sta andando bene.

Quanto dura una visita omeopatica?

Normalmente una prima visita prende un’ora o un’ora e mezza a seconda del paziente. Mentre le visite di controllo possono durare dai 30 ai 45 minuti.

Esiste un rimedio omeopatico per il mal di testa?

Nell’Omeopatia non curiamo i disturbi, ma le persone. Quindi la risposta è no, non esiste un rimedio omeopatico “per il mal di testa”. Nel Repertorio Omeopatico i rimedi che nella pratica clinica hanno dimostrato ripetutamente di guarire persone affette da mal di testa sono 767. Quale scegliere? Con un colloquio e un’analisi attenta della persona, si può trovare il rimedio più indicato per il tuo mal di testa, o meglio, il rimedio più indicato per te, come persona, che tra le altre cose, andrà anche ad agire sul mal di testa.

Avrò un “peggioramento omeopatico” se faccio questa cura?

Ogni omeopata è libero di decidere quale via di guarigione percorrere con il paziente, e non ce n’è una più giusta di un’altra. Nel mio caso, sono tra gli Omeopati che hanno scelto di usare le diluizioni Q o LM, che molto raramente danno aggravamenti. Sono anche le ultime diluizioni ideate dal fondatore dell’Omeopatia, Samuel Hahnemann, e sono state ideate proprio per risolvere il problema dei forti aggravamenti. Ci tengo a dire che le diluizioni CH e K sono altrettanto efficaci, soprattutto negli stati acuti, e che non sempre danno aggravamenti.

Come posso prepararmi al meglio per la visita?

Quello che ti chiedo è semplicemente di essere te stesso. Ti farò qualche domanda, per comprendere un po’ meglio il tuo stare al mondo, il tuo vissuto del disturbo, le strategie che adotti per le diverse situazioni e disturbi. Non è necessario prepararsi, non è un esame e io di certo non sono un esaminatore. Non c’è assolutamente giudizio da parte mia, sentiti libero di esprimerti come meglio credi.

Devo interrompere le mie cure convenzionali se voglio fare una cura omeopatica?

Assolutamente no, l’omeopatia lavora in modo totalmente diverso alle cure convenzionali, e quindi non è necessario interromperle. A seconda di come procede la terapia, potrà chiedere consiglio al suo medico di fiducia, se vorrà ridurre alcuni medicinali.

Ho paura di diventare dipendente dai farmaci omeopatici...

Credo che a nessuno piaccia essere dipendente da farmaci. Nel caso dell’Omeopatia però non c’è questo pericolo, poiché alla guarigione, ovvero quando il corpo non necessita più di stimoli per ristabilire un equilibrio, non ci sarà più bisogno di assumere il rimedio omeopatico, che sarà però conservato per qualsiasi evenienza in futuro.

Posso chiamarla nel caso in cui non mi sentissi bene?

Assolutamente sì, resto sempre a disposizione per i miei pazienti nel caso per esempio di un’influenza, o di qualunque altro episodio acuto.

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